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Jalissia, il nuovo vino rosso che parla pugliese

Ricette da Provare

Andrea e Valentina Pietrocola
Andrea e Valentina Pietrocola
Andrea e Valentina Pietrocola, fratelli e cuochi fuorisede. Dopo il Liceo decidono di concludere gli studi universitari a Roma. Iniziano a collezionare foto di ricette e idee per facilitare la vita agli studenti fuori sede. Così nasce La cucina del fuorisede. Insieme a loro oggi fanno parte del progetto altri 16 amici.

Sai qual è il vino rosso più famoso della nostra terra di Capitanata? Il nero di Troia.

Dopo un po’ di tempo torniamo in giro per la nostra bella Puglia, alla ricerca di eccellenze del territorio e novità culinarie.

Questa volta però ci siamo fermati in cantina, a Cerignola, infatti lo scorso venerdì 10 Novembre siamo stati ospiti della cantina Mandwinery per la presentazione del vino rosso Jalissia, un vino corposo e deciso tutto da scoprire, partendo dal nome.

Sapete infatti cosa significa Jalissia?

Prima di Roma fu la Grecia la culla dei primi vignaioli: e ancora prima della Grecia, Fenici e Illiri coltivavano e commerciavano vino già da tempo e proprio la Puglia si rilevò all’epoca un territorio felice e incline a ospitare la coltivazione della vite.

Proprio per ricordare questo legame con l’antichità, il nome scelto per la presentazione del nero di Troia Mandwinery ha origini greche e significa verità, un modo per sottolineare l’importanza del vitigno autoctono che la cantina vuole raccontare così com’è.

Ma non solo il nome racchiude un legame con il passato.

Infatti per la realizzazione dell’etichetta la cantina ha deciso di affidarsi a Federica Cecchi, architetto e wine designer, che ha voluto ricordare la pittura vascolare o ceramografia dei grandi maestri greci, che nei loro vasi dipinti utilizzavano solo due colori: il Rosso naturale della terracotta ed il Nero della vernice.

Ma come nasce il vitigno Nero di Troia?

Vitigno Nero di Troia

Il vitigno autoctono delle nostre zone (Tavoliere delle Puglie) è l’uva di troia.

Come sia arrivato nelle nostre terre è ancora difficile da capire, sicuramente è stato portato dai greci durante la colonizzazione delle nostre terre, in quella che veniva definita Magna Grecia.

Le origini sono solo ipotesi.

La più accreditata è il mito di Diomede, grande guerriero ed eroe greco, che dopo la guerra di Troia, arrivò nelle nostre terre. Il mito racconta di come Diomede avesse portato con sé, come ricordo, dei tralci di vite che piantati sulle rive dell’Ofanto diedero origine all’Uva di Troia.

Il convegno

Durante il convegno infatti, più volte si è sottolineato l’importanza del territorio e della sua storia, visti entrambi come unica via per far crescere il valore e l’eccellenza del vin italiano:

Voglio ringraziare tutti coloro che sono stati presenti a questo momento conviviale nel quale non sono mancate importanti riflessioni sul mondo vinicolo e sul ruolo che i vitigni autoctoni
devono avere, recuperare, costruire
, come il vino rosso di Troia.

Così chiosa Michela Manduano, amministratore della Mandwinery, la fine dell’intervento in cui si sono alternati Giuseppe Colopi, enologo dell’azienda cerignolana, Federica Cecchi, architetto e wine designer, Carmine Galasso, miglior sommelier ais Puglia 2023 e Giacomo D’ambruoso, Presidente AIS Puglia.

La storia della cantina Mandwinery è una storia familiare e territoriale.

Una storia fatta di passione per la propria terra e per il culto di uno dei prodotti più importanti del nostro territorio: la vite.

Ricordo il profumo del mosto dai colori intensi, che dopo la fermentazione si trasformava in vino, ricordo la  gioia delle giornate dedicate ai travasi nelle dame, dove era occasione per la mia amata nonna preparare l’adorabile focaccia calda per deliziare i palati di noi nipoti e figli.

Così parla Vito Manduano, che con la sorella Michela e la collaborazione dell’enologo Giuseppe Colopi, hanno come obiettivo quello di creare vini che rappresentino la storia vitivinicola e la potenzialità del territorio, con lo sguardo attento verso l’innovazione.

I fratelli Manduano e Giuseppe Colopi

Un mix perfetto fra passione, famiglia, storia, tradizioni e futuro.

Lo stesso mix che è emerso alla fine del convegno, grazie al dipinto realizzato dall’artista Arianna Greco, esponente di arte Enoica che ha dipinto il presente e il passato della famiglia Manduano: il papà e il nipote.

E allora quale augurio migliore di un Cin Cin, per premiare il sapore e la storia del vino rosso Jalissia?


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